Se gestisci un affittacamere, un B&B o una casa vacanze in regime forfettario, c'è una trappola fiscale che molti ignorano: le fatture di commissioni di Booking.com, Expedia e delle altre OTA estere. Non passano dal SDI, non arrivano via PEC, e spesso vengono dimenticate. Ignorarle può costare migliaia di euro.
Perché devi versare l'IVA anche da forfettario
Booking ha sede in Olanda, Expedia in Irlanda. Quando ti addebitano le commissioni, applicano il meccanismo del reverse charge (art. 17, co. 2, DPR 633/72): l'IVA non la versano loro, la devi versare tu all'Erario italiano. Lo stesso vale per qualsiasi acquisto di beni o servizi da fornitori UE o extra-UE.
Il regime forfettario non ti esenta. La legge (art. 1, co. 58, lett. e-bis, L. 190/2014) è esplicita: devi versare l'IVA in reverse charge, e non puoi detrarla. È un costo definitivo.
Cosa rischi
L'Agenzia delle Entrate ha accesso ai dati VIES e sa già quali OTA estere ti hanno fatturato e per quali importi. Le verifiche sulle strutture ricettive sono in aumento.
Se non hai versato l'IVA in reverse charge, ti trovi di fronte a:
| Voce | Misura |
| IVA omessa al 22% | sull'intero imponibile |
| Interessi legali | 3,5% annuo |
| Sanzione omesso versamento | 30% dell'IVA |
| Sanzione omessa autofattura | da € 500 a € 20.000 |
Esempio reale: commissioni OTA e acquisti esteri per € 15.000 in un anno → circa € 3.300 di IVA + interessi + sanzioni = oltre € 4.500 di costo totale. Per ogni anno di omissione.
Cosa devi fare
Le fatture OTA non arrivano allo SDI automaticamente. Se non le consegni per la liquidazione si verifica l'omissione.
Riferimenti fatture OTA
- Booking.com → Extranet → Fatture/Rendiconti
- Expedia/Hotels.com → Partner Central → Fatture
- Qualsiasi altra OTA con sede fuori Italia